8 anni di... FRANCESCO!

13.03.2021

C'è un'immagine scolpita in questo pontificato, che ci piace riproporre oggi, mentre il mondo abbraccia il Santo Padre per l'ottavo anniversario del suo Ministero Petrino, ed è quella di Papa Francesco, in piena pandemia, solo, in una deserta piazza San Pietro accarezzata dalla pioggia, mentre prega per e con la Chiesa. Credo sia una immagine di una forza incre­dibile che richiama la Chiesa al coraggio della preghiera e alla sua vera identità, quella del piccolo gregge. 

Vorrei contemplare con voi questa immagine, la­sciandoci guidare dalle parole del mio amico e maestro Giorgio Mazzanti, che ieri è salito al Cielo. Sono parole profetiche che hanno una forza incredibile, entrano nell'immagine e le danno anima:

"Iniziò al buio già fatto nel silenzio spet­trale della piazza san Pietro abituata al rumoreg­giare delle folle che sovrastava le raggiere di ac­qua delle fontane. Solitario e dall'andatura traballante, papa Francesco attraversa il selciato bagnato da una pioggia regolare, mentre i gialli lampioni tra­sformano in raggi dorati le gocce che scendono.

Poi il papa sale la gradinata, silente eco della via crucis, e si pone tra la piazza e la son­tuosa basilica. Sulla soglia. Lasciando spazio al Crocifisso e alla Madre sua e del popolo. Poi l'inerme pane bianco fatto Presenza del Mistero. Un Dio infinito costretto alla misura di un ostensorio, un Dio Verbo fatto silenzio. Espo­sto. Nel silenzio della notte umana sta innalzato. Tutti lo guarderanno. Questo il segno, il suo se­gno.

Papa Francesco non occupa la scena. Non ingombra. Si mette in disparte. In silenzio. Una benedizione universale col silenzio eucaristico. Dentro la chiesa e fuori risuonano ancora le stesse voci: se il Redentore, se il risolutore dei destini umani, se lui è questo, perché Lui, il Cri­sto non interviene... perché il papa, il suo diretto rappresentante non interviene... non è lui il papa...

Dubbio e pretesa. Provocazione e accusa. Non è lui... Voci del potere, del Tempio e del Palazzo. Non fa differenza. Divenuti amici. Assetati di primeggiare, dominare; avidi di denaro e potere. Cercato e ostentato in modo subdolo... venite a informarci perché possiamo andare anche noi ad adorare. Davanti a Erode neppure una parola del Cristo; Pilato lo deve provocare: non parli?

Anche i più semplici credenti sono acco­rati, titubanti, raggiunti da un senso di delusione, sconvolti e frastornati, frustrati. 

Stolti e tardi di cuore. Non doveva, non deve accadere tutto ciò... ogni volta, anche ora. Fa parte del gioco. Del gioco supremo. Cristo sapeva. Chi esercita il potere, domina, spadroneg­gia. Fra voi non sia così. Il più grande si faccia servitore.

Se il chicco non cade a terra, sotto terra, se non muore non porta frutto. Papa Francesco si è messo in questa se­quela, in questa logica evangelica. La scelta di santa Marta si rivela profetica. La Chiesa esce da una situazione barocca, trionfale per assumere il volto di una casa feriale. Che Cristo amava. Era il suo stile preferenziale: oggi vengo a casa tua. Zaccheo.

Si determina uno spartiacque. Da una Chiesa agghindata a una Chiesa di casa. Papa Francesco segna questo passaggio. Nelle sue scelte, anche nel suo linguaggio. Non senza scatenare reazioni odiose e vio­lente. Dentro e fuori la Chiesa. Più dentro che fuori. Il traditore non è un estraneo; l'accusatore, pieno di livore, viene sempre dalla cerchia degli intimi.

Cristo è stato accusato di essere indemo­niato, di agire in nome di Beelzebul, il capo dei demoni. I suoi gli dicevano: "Perché non fai cadere su chi non ti accoglie il fuoco come su Sodoma e Gomorra? Perché non impedisci il miracolo a chi non è dei nostri...

Facci sedere, nel tuo regno, uno alla tua de­stra e uno alla tua sinistra". La fretta zelota, l'avidità del potere, l'arrivismo, il fondamentalismo, l'atto di esclu­sione, scomunica ed estromissione ...

No! Dici no, ti rifiuti. Ti sottrai al compito, uccidi le attese, allora fatti da parte. Allora toglietelo di mezzo. Che venga cro­cifisso. Crocifiggilo. Crocifiggetelo. Cristo si muove nella logica del seme che muore. Svuotamento. Spogliazione.

Francesco lo segue".

E' una pagina meravigliosa, che racconta come poche la bellezza del Ministero di Papa Francesco. E' con questa pagina e in questa sequela che anche noi oggi gli rivolgiamo gli auguri più belli e il Grazie più profondo.

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