Auguri di un Santo Natale!

23.12.2020

 "Il nostro Salvatore, carissimi, oggi è nato: rallegriamoci, non c'è spazio per la tristezza nel giorno in cui nasce la vita, una vita che distrugge la paura della morte e dona la gioia delle promesse eterne".

Scriveva così San Leone Magno nel Suo Sermo I De Nativitate Domini. Un invito alla gioia nel giorno in cui Gesù Cristo, vita del mondo, entra nella nostra storia. Un invito che facciamo nostro e rivolgiamo a voi tutti.

Ogni cristiano attende dalla Chiesa una parola, che già risuona nel cuore di ciascuno; ed il fatto di ascoltarla ancora dice la sua perenne novità, la sua forza di verità, la sua meravigliosa e beatificante letizia. Non è nostra, è Parola celeste. Le nostre labbra ripetono l'annunzio dell'Angelo, che risuonò nella notte di Betlemme che, consegnato agli umili e spaventati pastori, veglianti all'aperto sulle loro greggi, vaticinò l'ineffabile fatto compiutosi allora in un presepio vicino: «Io vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un Salvatore, che è il Cristo Signore» (Lc 2,10-11). Così è, e così vogliamo estendere il nostro grido umile e impavido a quanti «hanno orecchi per ascoltare» (Mt 11,15). Un fatto e una gioia; ecco la duplice grande notizia!

Il fatto sembra quasi insignificante. Un bambino che nasce e in quali umilianti condizioni! Lo sanno i nostri ragazzi, quando compongono i loro presepi, ingenui ma autentici documenti della realtà evangelica. Ma la realtà evangelica è trasparente d'una concomitante realtà ineffabile: quel Bambino vive d'una trascendente Figliolanza divina, «Sarà chiamato Figlio dell'Altissimo» (Lc 1,32).

Così mentre il sommo mistero della vita trinitaria dell'unico Dio ci si rivela nelle tre distinte Persone, Padre generante, Figlio generato, entrambi uniti nell'amore dello Spirito Santo, un altro mistero integra d'inestinguibile meraviglia il nostro rapporto con Dio aprendo il cielo alla visione della gloria dell'infinita trascendenza divina, e, superando in un dono d'incomparabile amore ogni distanza, la prossimità, la vicinanza di Cristo-Dio fatto uomo ci mostra ch'Egli è con noi, Egli è in cerca di noi: «È apparsa infatti la grazia di Dio, apportatrice di salvezza per tutti gli uomini» (Tt 2,11; 3, 4). È un Dio unito ma non confuso con noi, distinto ma non separato da noi.

Che cosa è il Natale se non questo avvenimento storico, cosmico, estremamente comunitario perché rivolto a proporzioni universali, ed insieme incomparabilmente intimo e personale per ciascuno di noi, poiché il Verbo eterno di Dio, in virtù del Quale noi già viviamo della nostra esistenza naturale è appunto venuto in cerca di noi; Lui, l'Eterno si è inserito nel tempo, Lui, l'Infinito si è quasi annientato «assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini, è apparso in forma umana, ha umiliato se stesso facendosi obbediente fino alla morte, e alla morte di croce» (Fil 2,6 ss.). I nostri orecchi non sono abituati a simile messaggio, e i nostri cuori sono sordi ad una simile chiamata, una chiamata d'amore: «così Dio ha amato il mondo ...» (Gv 3,16); anzi, ciascuno di noi può dire con San Paolo: «Egli ha amato me, e ha dato la sua vita per me...»! (Gal 2, 20)

Il Natale è questo arrivo del Verbo di Dio fatto uomo fra noi. Ciascuno può dire: per me! Il Natale è questo prodigio. Il Natale è questa meraviglia. Il Natale è questa gioia.

Sia così il nostro Natale, auguri sinceri di un Santo Natale.