Bisogno di cambiamento

04.03.2021

di Egidio Cappello

C'è bisogno di cambiamento. L'esperienza del Covid ha modificato il nostro mondo interiore. Ha ridato più giusti significati alla vita, alla salute, al lavoro, all'economia, al tempo libero, alle relazioni umane, all'educazione delle giovani generazioni, alla cultura, alla meditazione e alla preghiera. Ha scoperto il senso autentico della cittadinanza, dell'appartenenza, dell'amore per la Patria, della solidarietà e ha indicato i fondamenti etici dei nostri atteggiamenti politici e sociali. 

Ha prospettato le finalità del cammino della storia umana e i percorsi possibili per conseguirle nella loro pienezza. Ha raccontato dell'esistenza del mondo interiore ove sono le risorse e le virtù della mente umana, ove sono le ragioni della vita, ove è la nostra storia. Ha liberato i significati autentici di molti termini, dimenticati e abbandonati tendenzialmente da gruppi bisognosi di linguaggi volti allo sviluppo di parti e di interessi personali. Ha ridotto di senso varie congetture filosofiche e ideologiche che rinviano a forme di individualismo, di soggettivismo, di radicalismo, di nihilismo inneggianti a chiusure logiche, etiche e politiche. Ha stimolato a riflettere sulla morte, sulla drammaticità di certe morti, imponendo rivisitazioni e ripensamenti su un evento della vita fin troppo cancellato dagli interessi umani. 

L'uomo oggi è devastato da un profondo bisogno di cambiamento perché è consapevole che non è più possibile tornare indietro. Non è più questione di ritorno della corrente e di riaccensione della luce. Il cambiamento di oggi porta con sé una carica di drammaticità: sarà totale o non sarà affatto. Ma cosa vuol dire un cambiamento totale degli atteggiamenti, dei linguaggi, dei modi di intendere e di sentire, dei modi di leggere e di valutazione della storia umana, con le sue sofferenze e le sue attese? Cosa vuol dire un cambiamento totale dell'economia, della ricchezza, del potere, delle Istituzioni, delle cariche sociali? Cosa vuol dire un cambiamento totale del nostro vivere la fede in Dio, del nostro sentirci discepoli di Cristo? 

Diciamo subito che tutto questo non è possibile

Il cambiamento profondo di una società ha i suoi tempi che sono lunghi, impegnativi, coinvolgenti. 

Chi sono i protagonisti di tale rivolgimento? Dove drizzare, da parte delle Istituzioni, i propri interventi per promuovere e sviluppare tensioni di carattere rivoluzionario? Il Presidente del Consiglio dei Ministri ha ben detto che una rivoluzione include, da parte delle Istituzioni, una sequela di azioni e di interventi nello spazio e nel tempo. Ciò significa che lo sguardo politico deve essere rivolto al presente ed insieme al futuro, in una visione unitaria e coordinata. Lo spazio è il luogo su cui intervenire con immediatezza dove ci sono ferite, dove ci sono sofferenze, dove si piangono voragini familiari o sociali, dove sono assottigliate le speranze e il futuro appare tenebroso. 

Sono interventi necessari e pur sempre superficiali. Un cambiamento profondo è necessariamente a lungo termine e non può non essere un fatto educativo. La rivoluzione deriva dalla educazione dei bambini di oggi, fatta di conoscenze, di affetti, di relazioni, di idealità, di sogni, e deriva dalla capacità e dalla volontà degli adulti di cambiare, di abbattere strutture penalizzanti avverse alla natura e alla ragione umana. Il prof. Mario Draghi non a caso ha sottolineato il ruolo fondamentale dell'educazione delle giovani generazioni per la creazione di un mondo nuovo. L'educazione non è solo affare delle Istituzioni: sono i genitori, i docenti, i volontari, i responsabili di associazioni con finalità educative, i rappresentanti delle Chiese, a creare situazioni di rinnovamento e di rinascita. 

Occorre che tutti si adoperino a creare un linguaggio nuovo e con e su questo educare i giovani fin dall'infanzia. Occorrono nuove conoscenze, nuove ottiche di lettura dell'uomo e della storia umana, nuove metodologie di approccio alla realtà circostante e a quella lontana. Occorrono genitori e docenti nuovi, preparati e desiderosi di cambiare, protagonisti di una cultura nuova e di un linguaggio nuovo. Occorre saper leggere la storia umana. Occorre educare ad utilizzare la ragione e tutte le sue virtù. Occorre essere aperti alla trascendenza e sentire il bisogno di intimità con Dio. Occorre utilizzare parole nuove o dare i significati autentici a parole già in uso, penso a termini come umanità, verità, dignità, pace, dialogo, solidarietà, eticità, scienza, cultura, natura, spiritualità, ragione, comunità, cittadinanza, creazione, fede, speranza, amore, appartenenza. 

Il cambiamento a cui si aspira non può essere che profondo. L'umanità sta giocando la partita più difficile della sua storia. 

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