Bregantini, perché sì all'estero e non in paesi vicini?

04.04.2021

L'Arcivescovo metropolita del Molise ha dato voce alla domanda che in questo tempo è di tutti: "vogliamo amare questa nostra terra. Riaprano luoghi cultura".

"Perché mai è permesso di andare all'estero ed è vietato visitare i paesi vicini? Perché si può andare alle Maldive e non nel paese accanto? Noi vogliamo amare la nostra terra, visitando i posti più belli e aprendo i negozietti sotto casa che non hanno folle, non hanno chiasso".
Lo ha detto monsignor Giancarlo Bregantini, arcivescovo di Campobasso, durante il momento di preghiera del Venerdì Santo davanti al carcere del capoluogo molisano, dando così in qualche modo alla domanda che in questi giorni è un po' di tutti. 

Qualcuno l'ha definita una "falla"... in realtà si tratta di una vera e propria contraddizione che non fa altro che confermare il sospetto di una regia almeno confusa per tanti aspetti in questa pandemia. Sono tanti gli aspetti che, - al di là di ogni legittima iniziativa votata alla prudenza e al contenimento della diffusione del Covid, - lasciano aperte domande inquietanti...

Ad esempio: è più semplice consentire aperture in sicurezza e intensificare i controlli o continuare ad indurre tanti a cercare (e trovare) soluzioni subdole e già per questo più rischiose? Certo è un tema che affronterà chi è titolato a farlo ma la domanda si impone come legittima. 

Bregantini, da sempre sensibile al tema, ha anche lanciato un appello affinché riaprano gli spazi della cultura.
Poi ha ringraziato gli operatori sanitari "che danno la vita per i malati" e i cappellani "che portano l'eucarestia e l'unzione dei malati anche nei reparti covid a loro rischio e pericolo. Eroicamente - ha aggiunto - si sono dimostrati pronti ad andare sapendo il rischio che corrono. Per questo vanno ammirati".

Ha poi toccato un altro tema di cogente attualità l'Arcivescovo: "Vogliamo dire un grazie al governo e al parlamento perché pochi giorni fa è stata approvata una legge storica, la legge di sostegno alla maternità con l'assegno unico per i figli. E' un passo storico, è il superamento di vecchie logiche miopi. E' la vittoria soprattutto del mondo cattolico che ha creduto e combattuto per questa battaglia".

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