Cara maestra ti scrivo: buon Natale!

23.12.2020

Lettera aperta all'insegnante che ha bocciato il disegno di un bambino su Gesù...

Nella posta elettronica di questi giorni mi è stata recapitata la lettera che un papà ha rivolto ad un noto quotidiano nazionale presentando incredulo quanto è accaduto nella scuola elementare in cui il figlio frequenta la classe IV, seppure "a distanza", come è noto.

Scrive il papà: "La maestra di disegno ha nei giorni scorsi invitato gli alunni a fare un disegno che rappresentasse il Natale e mio figlio ha voluto rappresentare la natività di Cristo, al che è intervenuta detta maestra vietando al bambino di disegnare Gesù Cristo. Alla richiesta di chiarimenti da parte di noi genitori si è "inalberata" affermando che sarebbe "una scemenza" rappresentare la nascita di Gesù e associarla al Natale, perché in tal modo si rischierebbe di offendere il sentimento religioso di chi non è cristiano".

Continua poi la lettera dicendo che la maestra ha addirittura chiamato in suo ausilio una norma che vieterebbe, anche agli insegnanti di religione, di parlare di Gesù Cristo. Avevamo pensato di scrivere altro, questa settimana, ma di fronte ad una tale assurdità non possiamo tacere, soprattutto all'approssimarsi del Natale. La nostra vuole essere una lettera aperta - che per conoscenza invieremo anche alla maestra in questione - perché forse ormai è tempo che anche noi cristiani dichiariamo di avere una sensibilità, e che (e non è certamente questo il caso) se il disegno di un bambino di nove anni che raffigura un evento cristiano per parlare di una festa cristiana "offende la sensibilità religiosa di chi cristiano non è" vietarcelo offende la sensibilità di chi cristiano invece lo è. Qualcuno, per favore, dica a quella maestra che se c'è una "scemenza" è quella di volere a tutti i costi negare la 'cristianità' del Natale, non di accostare la nascita di Gesù al Natale. Non ci sarebbe Natale se non ci fosse stata la nascita di Gesù Cristo, - lo sa, maestra? - e dunque, raffigurare la 'natività' è il modo più corretto per parlare del Natale. Non si offende la sensibilità degli altri parlando cristianamente di ciò che è cristiano. E' sì vero che, ad oggi, il materialismo ha così tanto stravolto l'ordine naturale delle cose, ma spero che una 'maestra' non pensi che il Natale se lo sia inventato Babbo Natale. Cara maestra, la prima volta che si festeggiò il Natale, le cose andarono più o meno così: ci furono degli angeli che rivolgendosi a dei pastori che facevano la guardia alle greggi, dissero: "Vi annuncio una grande gioia che sarà di tutto il popolo, oggi vi è nato un Salvatore, che è il Cristo Signore." Ormai ci avete abituato a tutto, ma proprio a tutto: lo scorso anno ci fu qualcuno che sostituì Gesù nel presepe con cappuccetto rosso, qualcun altro che nella poesia a scuola sostituì la parola 'Gesù' con 'virtù'. Dico, ma è possibile che non vi accorgete di quanto artefatto e assurdo sia questo tentativo di negare la storia? Questi arzigogoli di altro non sono segno che di una piccineria intellettuale e spirituale che fa rabbrividire. Io non penso che, se durante il Ramadan un bambino Musulmano disegna Maometto o se un Buddista disegna Buddha offende noi cristiani, perché se a Natale noi cristiani disegniamo Gesù gli altri dovrebbero offendersi? Ci dica la verità, signora maestra, il problema non è il disegno di un bambino, ma un diffuso anticristianesimo ormai elevato a sistema. Si cerca di fare di tutto pur di negare Gesù Cristo.

Ha scritto un mio amico, nelle scorse settimane, riferendosi ad un atto vandalico nei confronti di una statua della Madonna: "tutto questo altro non è che il frutto di un processo in atto ormai da molto tempo: quello del rifiuto di Dio che si traduce nel rifiuto dei segni del sacro". E forse aveva proprio ragione: non è un disegno che fa problema, ma il timore che Dio, entrando nella nostra vita possa toglierci qualcosa. Disse il compianto Papa Giovanni Paolo II, oggi santo: "Aprite le porte a Cristo e alla sua salvatrice potestà, egli solo non toglie nulla e dona tutto". Ci provi, maestra, apra il cuore a quel Bambino che ha così bellamente rifiutato. Buon Natale, cara maestra!