"Chi vince non sa cosa si perde"

02.01.2021

In edicola con la Gazzetta dello sport di oggi, l'intervista integrale al Santo Padre, quasi una "Enciclica laica" sullo sport: Lealtà, Impegno, Sacrificio, Inclusione, Spirito di Gruppo, Ascesi e Riscatto. Questa le parole chiave.

Una bella sorpresa, o forse un bel regalo per i lettori della Gazzetta dello Sport, ma credo per tutti gli amanti dello Sport, quella che questa mattina il quotidiano sportivo ha riservato, pubblicando l'intervista integrale fatta a Papa Francesco, quasi una "enciclica laica" sullo sport e sui grandi valori ad esso sotteso. Ho subito avvisato il mio caro amico allenatore Fabio, perché credo che ad ogni sportivo oggi sia necessario far dono di quel testo che, con affascinante leggerezza tratta il tema dello Sport in correlazione a quello dello spirito per farne comprendere la straordinaria importanza, per tradurre in parole facili quale grande palestra di allenamento per la vita lo Sport possa essere. 

Il Santo Padre ha risposto ad una trentina di domande, approfondendo in particolare le prime sette, che ruotano attorno ad altrettante parole chiave: lealtà, impegno, sacrificio, inclusione, spirito di gruppo, ascesi e riscatto che sintetizzano il suo pensiero sull'importanza e il valore dello  Sport.

Lo sport è lealtà e rispetto delle regole. Anche lotta alle scorciatoie, lotta al doping.

Quello della lealtà è il primo argomento trattato dal Santo Padre. In esso il Pontefice mette in guardia dalla tentazione di cercare scorciatoie, nello sport come nella vita. Pensiamo che possa essere la soluzione più immediata e più conveniente per arrivare al traguardo, ma quasi sempre si traduce in un fallimento, conduce ad esiti negativi. Il gioco e lo sport in genere sono belli quando rispettano le regole. Portare la competizione sempre più al limite, può indurre spesso a cercare scorciatoie. E questo è una tentazione da fuggire. Il doping, in specie, oltre che un imbroglio, è una scorciatoia che annulla la dignità, e va combattuto in tutti i modi.

Il talento poi... è niente senza applicazione: si può nascere talentuosi ma non ci si può addormentare sopra il talento. E' il grande tema dell'impegno:

Nello sport non basta avere talento per vincere: occorre custodirlo, plasmarlo, allenarlo, viverlo come l'occasione per inseguire e manifestare il meglio di noi.

Sacrificio poi, è il termine che lo sport condivide con la religione: "sacrum-facere" è dare sacralità alla fatica. Nella fatica l'atleta come il santo, è capace di intravedere oltre, qualcos'altro.

E poi... inclusione il cui il Papa affronta il grande tema delle Olimpiadi, non senza porre l'accento sul dramma della mancanza di lavoro e della conseguente sempre maggiore disparità tra chi ha e chi ha perso anche quel poco che aveva. Le Olimpiadi, con l loro desiderio innato di costruire ponti più che alzare muri, possono rappresentare anche simbolicamente il segno di una partenza nuova, con un cuore nuovo.

Tutto questo è reso ancora più vero dalla consapevolezza che fare squadra è essenziale nello sport come nella vita di tutti i giorni, perché "nessuno si salva da solo", nessuno vince da solo.

Lo sport è una grande palestra di vita, una meravigliosa occasione di ascesi. Le grandi imprese sportive rappresentano tentativi straordinari per ricercare una dimensione diversa, più alta, meno abituale. E' riscoprire la possibilità dello stupore.

Dire sport è dire riscatto, possibilità di redenzione per tutti gli uomini. Uno stimolo grandioso a lavorare sodo. E' per questo che lo sport è pieno di gente che, con il sudore della fronte, ha battuto chi era nato con il talento in tasca.

I poveri hanno sete di riscatto: offri loro un libro, un paio di scarpette, una palla e si mostrano capaci di gesta impensabili.

Dopo aver approfondito questi sette temi, il Papa si lascia coinvolgere nei ricordi di gioventù, quando con una palla di pezza viveva felice con i suoi amici e quando con il suo papà seguiva le gesta della "sua" San Lorenzo. Straordinario poi, il suo ricordo delle gesta "eroiche" di Gino Bartali che con la sua bicicletta partiva da Firenze alla volta di Assisi e faceva ritorno con decine di documenti falsi nascosti nella sua bici che servivano a salvare la vita di ebrei... 

Dire sport è dire riscatto, possibilità di redenzione per tutti gli uomini.

Insomma... bel regalo ci cui approfittare e da condividere con i più piccoli, perché imparino ad apprezzare il vero spirito dello sport.