Chiuso per... "restauro"...

01.05.2020

Un tempo di grazia questo che ci è dato. Tempo di svolta, di "ritorno in Galilea" 

Occorre chiudere le chiese. La chiesa. Appendere un grande cartello:

chiuso per restauro.

Non demolire, ma rimettere in ordine. In vera sicurezza.

È un grande tempo di svolta quello che ci è dato.
Il papa no, non ha nessuna intenzione di distruggere la Chiesa.
La vuole più vera, più bella. Vuole che sia quello per cui Cristo l'ha pensata. Una chiesa serva non dominatrice. Solo Lui è il sole; lei resta luna. Luce riflessa. È già tanto.
Una chiesa madre non matrigna
Peccatrice, non falsa né corrotta;
capace di fermarsi sul ferito che giace a terra o nei corridoi, nelle corsie;
Cristo l'ha pensata come casa per i feriti raccolti per strada.
Come chi si accompagna con chi è in strada per necessità e ricerca.
I magi, i pastori, il funzionario sul carro, il corteo funebre, gli assetati...

La Chiesa, Cristo l'ha pensata e vista in Maria. La Donna forte.
L'ha raccolto in grembo da piccolo e da grande,
l'ha posto sulla mangiatoia; deposto dalla croce, l'ha posto nella tomba, grotta e grembo.
Seme abbandonato. Nel segreto prepara la sua fuoriuscita di resurrezione. Sperare contro ogni speranza. La vita può esplodere da dentro un cadavere, da sotto una pietra tombale.

Se il seme muore produce molto frutto. Un grano diventa spiga.
Un grappolo tagliato e pigiato diviene vino, ebbrezza e gioia.
Questo il mio sangue di vita, per molti, per voi, per tutti.

La Chiesa ha una grande occasione.
Ritornare ad essere se stessa. Non la prostituta che si agghinda per sedurre.
Non ha bisogno né di vittime né di proseliti.
Ritornare a essere la massaia, la donna di casa che impasta la società col lievito di Cristo nel tepore dello Spirito Santo.
«È simile il regno dei cieli a un po' di lievito che una donna prende e mescola in tre misure di farina, finché tutta la massa sia fermentata» (Mt 13,33).

Non preme il numero dei clienti, la loro quantità. Ma la verità.
L'amore del Cristo non è generico. Egli ama il gregge, perché conosce e ama le pecore una ad una.
Ogni persona ha in mano la pietruzza con inciso il nome che solo Dio conosce e chi lo porta.
«Al vittorioso farò mangiare la manna nascosta e gli darò un sassolino bianco, sul quale c'è scritto un nome nuovo, che nessuno conosce se non chi lo riceve» (Apoc 2,17).

Come si verifica per Cristo. «I suoi occhi sono come fiamma ardente; sul capo numerosi diademi e porta scritto un nome che nessuno, all'infuori di lui, comprende. Il mantello che indossa è intriso di sangue; il suo nome è: il Verbo di Dio.» (Apoc 19, 12-13).
«È simile il regno dei cieli a un po'di lievito che una donna prende e mescola in tre misure di farina, finché tutta la massa sia fermentata». (Mat 13:33 IEP)

La Chiesa non impone, propone, si propone. Non per vendere o svendere se stessa. Ma perché vedendo lei, gli uomini vedano e glorifichino Lui.
Perché le persone dicano alla Chiesa quello che la gente del villaggio ha detto alla donna di Samaria.
42 Alla donna dicevano: «Non crediamo più per il tuo discorso. Noi stessi infatti abbiamo udito e sappiamo che è veramente lui il salvatore del mondo» (Gv 4,42).

La Chiesa ne gioisce interiormente. Lei, la Sposa di Cristo, diviene la Madre di una moltitudine di figli, che fiera presenta a lui, per il suo stesso identico mistero. Come ha intuito san Paolo.
« Oh, se voleste sopportare un po'di stoltezza da parte mia! Ma sì, sopportatemi!
Io sento per voi una specie di gelosia divina, avendovi fidanzato a uno sposo, per presentarvi qual vergine pura a Cristo
. » (2Co 11,1-2)