Covid, ok Cdm al nuovo decreto. Vaccini obbligatori anche per i farmacisti, confermato lo stop alle zone gialle fino al 30 aprile

31.03.2021

Il Consiglio dei ministri ha dato il via alle norme in vigore dal 7 al 30 aprile: esclusa la riapertura a pranzo di bar e ristoranti. Scuole in presenza fino alla prima media, anche in zona rossa. Scontro con la Lega. Salvini: "Il governo prenda una scelta in base ai dati scientifici, come ha detto Draghi" 

Niente zona gialla per un mese. Il nuovo decreto anti-Covid, infatti, prevede che fino al 30 aprile l'Italia sarà solo rossa o arancione. Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera alle nuove norme in vigore dal 7 al 30 aprile. Norme che, secondo le schema stabilito nell'ultima cabina di regia, escludono quindi la riapertura a pranzo di bar e ristoranti, prevista invece solo dal colore giallo. Le scuole tornano in presenza fino alla prima media, anche in zona rossa. È previsto l'obbligo vaccinale anche per i farmacisti e saranno concesse deroghe per riaprire in base a contagi e vaccini.

Andiamo per gradi

Avranno l'obbligo di vaccinarsi "gli esercenti le professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario che svolgono la loro attività nelle strutture sanitarie, sociosanitarie e socio-assistenziali, pubbliche e private, farmacie, parafarmacie e studi professionali". La vaccinazione sarà "requisito essenziale" per l'esercizio della professione. Per chi rifiuta è previsto lo spostamento a "mansioni, anche inferiori" con il "trattamento corrispondente alle mansioni esercitate". Se ciò non è possibile, "per il periodo di sospensione non è dovuta retribuzione".

Durerà al massimo sino al 31 dicembre del 2021 la sospensione dei sanitari no vax. La sanzione scadrà prima se gli interessati ci ripenseranno e si sottoporranno alla vaccinazione o comunque al completamento del piano vaccinale. La sospensione interverrà solo se non sarà possibile l'assegnazione a mansioni diverse del lavoratore che non implicano il rischio di diffusione del contagio.

Nel decreto ci sarà anche lo 'scudo penale' per i somministratori, limitando la punibilità ai soli casi di colpa grave. Per omicidio colposo e lesioni personali colpose "verificatisi a causa della somministrazione di un vaccino per la prevenzione delle infezioni da SARS-CoV -2, effettuata nel corso della campagna vaccinale straordinaria in attuazione del Piano" nazionale, "la punibilità è esclusa quando l'uso del vaccino è conforme alle indicazioni contenute nel provvedimento di autorizzazione all'immissione in commercio emesso dalle competenti autorità e alle circolari pubblicate sul sito istituzionale del Ministero della salute relative alle attività di vaccinazione".

Scuola apre in zona rossa dall'infanzia alla prima media

Gli studenti fino alla prima media torneranno fra i banchi dal prossimo 7 aprile, in tutta Italia. Nella bozza si legge che" lo svolgimento dei servizi educativi per l'infanzia e dell'attività scolastica e didattica della scuola dell'infanzia, della scuola primaria e del primo anno di frequenza della scuola secondaria di primo grado, cioè la prima media. La misura non puo' essere derogata da provvedimenti dei presidenti delle Regioni". E sempre in fascia rossa prosegue la didattica a distanza per i ragazzi del secondo e terzo anno delle medie e per quelli della scuola secondaria di secondo grado.

Per quanto riguarda invece le zone gialle e arancioni è prevista la didattica totalmente in presenza per gli studenti della seconda e terza media. In queste aree è prevista invece l'adozione di forme flessibili nell'organizzazione dell'attività didattica, con la scuola in presenza assicurata per "almeno il 50%, e fino a un massimo del 75%" della popolazione studentesca; gli altri faranno lezione a distanza.

Visite ad amici e parenti

Fino al 30 aprile nelle zone rosse non è permesso andare a trovare parenti o amici una volta al giorno e in massimo due persone (oltre ai minori di 14 anni conviventi) come invece sarà consentito nel prossimo weekend, sabato santo, Pasqua e Pasquetta, quando tutta Italia sarà in rosso. Questa possibilità è prevista invece in zona arancione, ma solo una volta al giorno e sempre in non più di due persone, all'interno del proprio Comune di residenza.

Il Consiglio dei ministri sta poi valutando l'opzione di consentire dal prossimo 3 maggio «lo svolgimento delle procedure selettive in presenza dei concorsi banditi dalle pubbliche amministrazioni». Si invitano gli enti che predispongono i concorsi a elaborare prove «dalle modalità semplificate» per «ridurre i tempi di reclutamento del personale». Nello specifico, è previsto che «nei concorsi per il reclutamento di personale non dirigenziale ci sia l'espletamento di una sola prova scritta e di una prova orale». Da prediligere lo svolgimento in videoconferenza. Nella bozza, un capitolo è dedicato al concorso di magistratura: sarà un decreto ad hoc della ministra della Giustizia, da adottarsi entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto Covid, a stabilire le modalità operative per lo svolgimento della prova scritta e della prova orale del concorso.

Slittano, invece, fino a un massimo di cinque mesi le elezioni dei consigli nazionali degli ordini professionali. «I consigli nazionali degli ordini professionali vigilati dal ministero della Giustizia che non hanno provveduto a svolgere le procedure per le elezioni dei relativi organi rappresentativi territoriali e nazionali - si legge nella bozza - possono disporre, al solo fine di consentire il compiuto adeguamento dei sistemi per lo svolgimento con modalità telematica delle procedure, di un ulteriore differimento della data delle elezioni, da svolgersi comunque entro un termine non superiore a 150 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto».

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