Dai Commenti al Diatessaron di Efrem il Siro

25.04.2020

«Chi è capace di comprendere tutta la ricchezza di una sola delle tue parole, o Dio? Quello che noi ne comprendiamo è molto meno di quello che lasciamo, come accade a chi si abbevera a una sorgente.

La prospettive della tua parola sono numerose, come numerose sono le prospettive di quelli che la studiano.

Il Signore ha colorato la sua parola con molteplici bellezze, affinché ognuno di quelli cha la scrutano possa contemplare quello che ama. Egli ha nascosto nella sua parola tutti i tesori, affinché ognuno di noi trovi una ricchezza in quello che medita.

La sua parola è un albero di vita il quale, in ogni parte, ti porge dei frutti benedetti; essa è come una roccia aperta nel deserto, che diviene per ogni uomo, in tutte le parti una sorgente spirituale: "Essi hanno mangiato un alimento spirituale, e hanno bevuto una bevanda spirituale" (cf. 1Cor 10,4).

E colui che ottiene per sé una di quelle ricchezze non creda che nella parola di Dio ci sia solo quello che ha trovato; che si renda conto piuttosto che non è stato capace di scoprire che una cosa sola in mezzo a tante altre.

Arricchito dalla Parola, non creda che essa si sia impoverita; incapace di esaurirne la ricchezza, renda grazie per la sua grandezza.

Gioisci perché ti sei saziato, ma non rattristarti perché la ricchezza della Parola ti supera.

Chi ha sete gode di bere, ma non si rattrista della sua impotenza a esaurire la sorgente. Meglio che la sorgente appaghi la tua sete che la tua sete esaurisca la sorgente.

Se la tua sete è calmata senza che la sorgente si sia prosciugata, tu potrai bere di nuovo, ogni volta che avrai sete. Se al contrario, abbeverandoti, tu prosciughi la sorgente, la tua vittoria diventa la tua disgrazia.

Ringrazia per quello che hai ricevuto e non mormorare per quello che resta inutilizzato. Quello che hai preso e assunto è la tua parte; ma quello che resta è ancora tua eredità.

Quanto non hai potuto ricevere immediatamente a causa della tua debolezza, accoglilo in altri momenti grazie alla tua perseveranza.

Non essere impudente, né a voler prendere in un colpo solo quello che non può essere preso in una sola volta, né ritirarti da quello che tu potevi ricevere poco a poco».