Focus DAD - 3 - La didattica a distanza oltre il Covid. Il punto di vista.

04.03.2021

di Egidio Cappello

Sento il dovere di partecipare al focus sulla DAD opportunamente inaugurato dal direttore con giuste stimolazioni. La didattica a distanza si sta impadronendo della vita scolastica ed è giusto chiarirne gli aspetti più qualificanti perché si colgano in essa le migliori opportunità per lo sviluppo delle intelligenze delle giovani generazioni. E' importante che la DAD non sia una semplicistica riduzione di programmi pur trasmessi con nuovi metodi didattici, ma assurga a strumento efficace di crescita della persona. La DAD non è il piano B della programmazione didattica ed educativa, non è il piano della emergenza, quello a cui si fa ricorso quando viene meno la normalità degli interventi educativi e non si riduce a sequela di conoscenze e di nozioni, ma è strumento didattico perché conoscenze e nozioni si trasformino in terreno ricco per la formazione intellettiva ed umana delle giovani generazioni. Il punto di riferimento da cui partire per navigare nelle problematiche della DAD non è la quantità degli argomenti da studiare, pur importanti, bensì la qualità delle finalità poste a principi fondamentali della programmazione educativa.

Se la DAD è ricerca, se è studio approfondito, se è selezione di argomenti, se è apprendimento dei concetti, se è lettura di pagine gloriose della letteratura e della scienza, se è comprensione dei giusti significati dei termini, se è applicazione per la soluzione di problemi, se è interpretazione e capacità di risposta ai grandi interrogativi della vita e della storia umana, allora la DAD è strumento di sviluppo integrale della persona. Chiediamoci perché tanta difficoltà nella organizzazione della DAD. Credo che le limitazioni nascano dal fatto che la totalità delle attenzioni è ancora posseduta dallo strumento telematico. Il docente, il genitore, il giovane allievo soffrono uno stato di soggezione nei confronti del pc e si sentono essi stessi strumenti e non soggetti di comunicazione. L'organizzazione delle attività didattiche può non essere proibitiva. L'allievo incontra il docente da solo anche a scuola e riceve le mini programmazioni disciplinari o interdisciplinari da effettuare nel periodo di assenza dalle aule scolastiche. In una mattinata l'allievo può incontrare l'intero consiglio di classe, in aule separate, un docente alla volta. Gli incontri possono essere regolamentati secondo rigide disposizioni anti contagio. Ricevute le consegne l'allievo può creare coi propri compagni delle reti di formazione didattica per lo scambio e il confronto delle idee tramite strumenti telematici.

È importante promuovere mutuo insegnamento affidando all'allievo più dinamico la conduzione dei lavori dei gruppi che si costituiscono. La rete di comunicazione può benissimo coinvolgere le famiglie che conservano il diritto-dovere di guidare i percorsi di crescita dei propri figlioli, non imponendo dall'alto alcunché ma costruendo itinerari condivisi. La collaborazione famiglia-scuola è finalizzata alla creazione, ripeto creazione, di un linguaggio unitario con medesimi termini e medesimi significati e metodologie unitarie di lettura degli eventi e di apertura all'intero creato.

È naturale che i docenti possono sentirsi tra di loro e coi genitori per il necessario coordinamento modificazione e aggiustamento delle azioni intraprese. La verifica dei percorsi eseguiti durante i periodi di DAD, con la visione della produzione di atti e di documenti personali, sarà regolamentata con momenti appositi come al momento iniziale dei lavori. Sarà cura del docente stabilire e comunicare all'alunno la metodologia di valutazione nel rispetto delle finalità educative espresse nella programmazione in itinere e finale. Dopo l'esperienza si può continuare o modificare il percorso educativo di ogni allievo. La DAD è strumento per insegnare ad imparare e imparare a imparare attraverso l'uso di tutte le risorse intellettive possedute. Gli attori della DAD sono gli alunni consapevoli e liberi di gestire, con le opportune stimolazioni esterne, la propria formazione. I risultati che ci saranno non dipenderanno dalla paura dei voti, ma dalla responsabilità personale degli alunni. La rivoluzione della DAD, perché di rivoluzione si tratta, si avrà solo se essa comincerà dal basso: se partirà dalle aule scolastiche o dalla segreteria delle scuole è destinata a fallire. Anche i docenti avranno un ruolo fondamentale se saranno liberi di essere docenti per l'intera giornata e non solo quando sono in riunioni, ossia nei momenti in cui sono controllati.


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