Ho sperato

27.10.2020

È tutto da Dio, ma ugualmente tutto suo. 

"Ho sperato: ho sperato nel Signore.                     ed egli su di me si è chinato,                                  ha dato ascolto al mio grido.                                    Mi ha tratto dalla fossa della morte,                        dal fango della palude;                                               i miei piedi ha stabilito sulla roccia,                        ha reso sicuri i miei passi.                                        Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo,          lode al nostro Dio".

Con queste parole il salmista giunge al culmine della descrizione dell'esperienza di liberazione che il Signore ha realizzato nella sua vita, minacciata dalla morte. 

Si tratta di un passaggio agito da Dio, messo in atto da lui, nella più totale impotenza e debolezza dell'uomo. È un passaggio che origina qualcosa di nuovo: come se la fede, che si sa da sempre, ora, solo ora, apparisse in tutta la sua realtà, come se la comunione con il Signore si manifestasse in modo inedito, tanto vera e tanto profonda, come mai era avvenuto in precedenza. 

Questo passaggio, porta con sé un frutto, provoca una risposta: è il canto nuovo, che il salmista riconosce come qualcosa di totalmente ricevuto in dono e che, tuttavia, abita davvero la sua vita. È tutto da Dio, ma è ugualmente tutto suo.