La profezia di Santa Marta

01.05.2020

Una pagina straordinaria di Giorgio Mazzanti, amico e maestro. 

Iniziò al buio già fatto nel silenzio spettrale della piazza san Pietro abituata al rumoreggiare delle folle che sovrastava le raggiere di acqua delle fontane. Solitario e dall'andatura traballante papa Francesco attraversa il selciato bagnato da una pioggia regolare mentre i gialli lampioni trasformano in raggi dorati le gocce che scendono.
Poi il papa sale la gradinata, silente eco della via crucis, e si pone tra la piazza e la sontuosa basilica. Sulla soglia. Lasciando spazio al Crocifisso e alla Madre sua e del popolo.
Poi l'inerme pane bianco fatto Presenza del Mistero. Un dio infinito costretto alla misura di un ostensorio, un dio Verbo fatto silenzio. Esposto. Nel silenzio della notte umana sta innalzato. Tutti lo guarderanno. Questo il segno, il suo segno.

Papa Francesco non occupa la scena. Non ingombra. Si mette in disparte. In silenzio.
Una benedizione universale col silenzio eucaristico.

Dentro la chiesa e fuori risuonano ancora le stesse voci: se il Redentore, se il risolutore dei destini umani, se lui è questo, perché Lui, il Cristo non interviene....perché il papa, il suo diretto rappresentante non interviene... non è lui il papa....
Dubbio e pretesa. Provocazione e accusa. Non è lui...

Voci del potere, del Tempio e del Palazzo. Non fa differenza. Divenuti amici.
Assetati di primeggiare, dominare; avidi di denaro e potere. Cercato e ostentato in modo subdolo... venite a informarci perché possiamo andare anche noi ad adorare. Davanti a Erode neppure una parola del Cristo; Pilato lo deve provocare: non parli?

Anche i più semplici credenti sono accorati, titubanti, raggiunti da un senso di delusione,,,
sconvolti e frastornati, frustrati.

Stolti e tardi di cuore. Non doveva, non deve accadere tutti ciò... ogni volta, anche ora.
Fa parte del gioco. Del gioco supremo.

Cristo sapeva.
chi esercita il potere, domina, spadroneggia. Fra voi non sia così. Il più grande si faccia servitore.
Se il chicco non cade a terra, sotto terra, se non muore non porta frutto.

Papa Francesco si è messo in questa sequela, in questa logica evangelica.
La scelta di santa Marta si rivela profetica.
La Chiesa esce da una situazione barocca, trionfale per assumere il volto di una casa feriale. Che Cristo amava. Era il suo stile preferenziale: oggi vengo a casa tua. Zaccheo.
Si determina uno spartiacque. Da una Chiesa agghindata a una Chiesa di casa.

Papa Francesco segna questo passaggio. Nelle sue scelte, anche nel suo linguaggio.
Non senza scatenare reazioni odiose e violente.
Dentro e fuori la Chiesa. Più dentro che fuori.
Il traditore non è un estraneo; l'accusatore, pieno di livore, viene sempre dalla cerchia degli intimi.
Cristo è stato accusato di essere indemoniato, di agire in nome di Belzebul il capo dei demoni.

I suoi gli dicevano:
"Perché non fai cadere su chi non ti accoglie il fuoco come su Sodma e Gomorra?
Perché non impedisci il miracolo a chi non è dei nostri...
Facci sedere, nel tuo regno, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra
".

La fretta zelota, l'avidità del potere, l'arrivismo, il fondamentalismo, l'atto di esclusione, scomunica ed estromissione ...
No! Dici no, ti rifiuti. Ti sottrai al compito, uccidi le attese, allora fatti da parte.
Allora toglietelo di mezzo. Che venga crocifisso. Crocifiggilo. Crocifiggetelo.

Cristo si muove nella logica del seme che muore. Svuotamento. Spogliazione.
Francesco lo segue.