L'altra parte del Molise...

25.02.2021

Non accenna a migliorare l'emergenza in Molise, in questi giorni finita (finalmente) anche sotto la lente di ingrandimento della stampa nazionale, e ci auguriamo anche sul tavolo di chi deve capire chi e cosa doveva fare per evitare tutto quello che in questi giorni di profonda angoscia si sta tragicamente verificando.

L'ospedale da campo a Termoli è stato allestito, nella giornata di oggi è previsto l'allestimento di macchinari e posti letto, mentre si continuano a verificare elitrasporti di malati in altre regioni. La terapia intensiva del San Timoteo di Termoli è stata aperta anche a casi Covid, mentre si vanno allestendo soluzioni anche nelle strutture private... in un sistema che comunque tira di qua e di là una coperta che resta corta, con personale medico costretto a turni massacranti, se non addirittura a vedersi spostato d'ufficio da una struttura all'altra, da un reparto all'altro, senza nessuno che copra il posto lasciato vuoto e responsabili di reparto che non sanno come coprire i turni. 

Sentire gli operatori delle strutture sanitarie della nostra Regione in queste ore significa assistere al racconto del tutti contro tutti in un clima di caos generale: "Manca organizzazione, non sappiamo mai veramente cosa fare e soprattutto non abbiamo personale per fare quello che ci chiedono". Nel frattempo si cercano medici ma nessuno risponde: non ci sono state adesioni alla selezione dell'Asrem per conferire l'incarico a tempo determinato di tre specialisti in Anestesia e Rianimazione.

Manca una vera regìa, lo ripetiamo ormai da settimane, si continua ad individuare più che soluzioni, vere e proprie "pezze a colori". Forse sarebbe ora che ci interroghi sul serio sull'efficacia di certi commissariamenti e si ponga immediato rimedio. 

Nelle scorse ore si è registrata anche la forte presa di posizione del Segretario della Federazione Italiana Sindacale dei Medici Uniti (Fismu), che senza giri di parole ha evocato per il Molise la necessità della zona rossa: "Il Molise non può rimanere in zona arancione, si preveda un piano straordinario di ristori per le attività economiche colpite, si apra subito un tavolo di confronto con i medici: si facciano più tamponi e vaccini, si potenzi davvero la sanità sul territorio, si aumentino posti letto e unità di cure intensive e si disponga la zona rossa". 

Gli occhi di tutti, in questi giorni e in queste ore sono puntati sulla tragica condizione in cui versa il Basso MoliseMa da quest'altra parte? Tutto tace... nella più anomala delle normalità. Eppure la situazione non è così tanto diversa da quella del Basso Molise. Sono tanti i comuni, piccoli e grandi, nella provincia di Isernia, che in queste ore stanno facendo i conti con il diffondersi del Virus. Diversi i sindaci costretti ad applicare misure restrittive a scuole e parchi. 

E anche tra i sindaci, a prescindere dalla loro appartenenza politica, serpeggia un diffuso malcontento che mal cela la disorganizzazione e la mancanza di un piano comune di azione per fronteggiare l'emergenza. Qualcuno senza nascondere la propria delusione, cercando anzi di farsi propositore di percorsi condivisi, ci ha detto "Spero di aver chiuso in tempo! E' un vero disastro, non ci stanno capendo nulla"!

Manca un piano. Manca una vera strategia che possa fornire gli strumenti adeguati che consentano di porre in essere azioni e decisioni veramente efficaci e condivise e per garantire uguaglianza nei diritti fondamentali, primo fra tutti la salute di ogni cittadino.