Le incursioni di Mariangela Calabrese

08.03.2021

di Rocco Zani

Il progetto INCURSIONI proposto da Ad Arte in Dimora Discovery of Urban Sites e che vede protagonista con alcune sue opere scultoree, Mariangela Calabrese, segna un intimo percorso espositivo nei luoghi istituzionali del territorio nazionale. A tal proposito si prevede l'installazione di un'opera (di piccole dimensioni) all'interno di sedi culturali, amministrative, religiose, finanziarie per una durata di 30gg. 

Una iniziativa capace - soprattutto in un momento storico-sociale di profondo disagio - di restituire allo sguardo occasionale un altrettanto inaspettato momento di osservazione e di riflessione.

Le opere, custodite in teche di plexiglass e predisposte su un piedistallo metallico, fanno parte di due recenti cicli espressivi dell'artista: ...chiedo il permesso di rinascere ( In uno scenario di custodita regalità l'uovo sembra sostenere la vita, e di questa la memoria imperdibile, in quel crocevia immaginifico che attende ciò che è stato e il divenire probabile) e... da uno a infinito (Frammento scalfito e dorato, come esile verso fatto di parole di pregio o meteora sopravvissuta agli inganni lunari. Sospesa da appigli, desiderata, precaria. Al pari della vita nel tempo rimosso). 

Questi cicli di opere sembrano caratterizzati da temi di profonda attualità, la "speranza di rinascere" nel primo caso e la "ineluttabilità della perdita" in quello successivo. Ma in entrambi il principio della "molteplicità" sembra farsi rappresentazione di sequenze simili eppure di "preziosa" originalità. Su ognuno si pone la mano, lo sguardo, la congettura di Mariangela Calabrese e ognuno si fa capitolo di una storia che è alito di vento; che si smorza e poi riprende carica in una strofa che si ripete all'infinito. Ogni volta diversa.

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