Molise, terra...Arancione!

20.02.2021

Dalla mezzanotte della notte appena trascorsa il Molise è entrato nella cosiddetta fascia arancione. Ormai ci siamo abituati a veder variare il colore delle regioni italiane a seconda che l'indice RT salga o scenda... In realtà, dentro l'arancione (che forse ha impiegato po' troppo ad arrivare) c'è una vasta zona di ben 32 comuni in fascia rossa! C'è una parte del nostro Molise che sta soffrendo in modo più intenso il diffondersi della pandemia. 

Il 20 febbraio 2020, esattamente un anno fa, fu scoperto il "paziente 1" e l'Italia si ritrovò, impreparata, con il Covid in casa. Da Codogno, il paese in cui tutto ebbe inizio, passando per Bergamo con l'immagine della colonna militare che portava via dalla città le bare dei morti, immagine che rimarrà per sempre impressa nel cuore e negli occhi di chi l'ha vissuta e di chi l'ha anche solo guardata, ripercorrendo il dramma di migliaia di figli, di mamme, di papà, di fratelli, di amici che non hanno potuto rivolgere nemmeno un saluto ai propri cari strappati crudamente alla vita da un virus subdolo quanto devastante, alla rovina di attività commerciali che non hanno avuto la forza di superare la crisi, una lunga storia di dodici mesi di dolore e di convivenza forzata con il virus che ha significato oltre 93.000 morti, circa 3 milioni di contagiati, fino ai giorni del vaccino, tante sono le domande ancora irrisolte, come irrisolta resta ancora purtroppo la capacità del virus di seminare morte.

La domanda che emerge in modo particolare e che con più forza chiede risposte è: "Ma come è stato possibile farci trovare così impreparati dalla seconda ondata?"... una condizione che ha poi inciso in modo devastante sulla terza ondata... e su quanto stiamo vivendo in questi gorni.

Non entriamo qui nel merito delle scelte fatte, dei bonus elargiti, delle strategie attuate, della fallimentare macchina comunicativa... questi sono argomenti su cui dovrà interrogarsi e molto seriamente la politica a tempo debito... 

Ma, dell'arrivo della seconda ondata si aveva assoluta certezza mentre ancora non era passata del tutto la prima. Durante la prima ondata forte emerse dall'opinione pubblica lo stimolo a considerare la necessità di mettere mano al nostro sistema sanitario regionale. Si diceva che se ciò che stava accadendo in Lombardia fosse arrivato in Molise avrebbe falcidiato decine, centinaia di vittime! Oggi purtroppo tutto questo è una triste realtà. Forse ci si è adagiati un pochino troppo sulla favola dell'isola felice immune in cui andare in vacanza!

Siamo arrivati in zona Arancione, mentre in regione sale il numero dei contagi, aumenta purtroppo il numero delle vittime e i nostri ospedali sono al collasso totale dopo poche decine di ricoveri e mentre continuano a rimanere bellamente chiuse strutture sulle quali si sarebbe avuto tutto il tempo per intervenire e renderle idonee a fronteggiare l'emergenza. 

L'Ospedale di Campobasso è in gravissima difficoltà ormai da mesi, per quello di Isernia si è reso necessario il blocco dei ricoveri mentre è rimasto inascoltato per mesi il grido di aiuto degli operatori sanitari che lamentavano e lamentano l'impossibilità di lavorare in sicurezza, fino alla minaccia del primario del Pronto Soccorso di far intervenire la Prefettura. Il bellissimo ospedale di Larino dopo qualche tentennamento si è deciso di continuare a tenerlo chiuso, quello di Venafro, dopo la passeggiata elettorale di alcuni rappresentati della politica regionale durante la prima ondata, non ha visto variazioni sostanziali circa le sue possibilità di utilizzo... e così nei giorni scorsi abbiamo dovuto assistere alla richiesta di aiuto ad altre regioni per poter ricoverare i nostri malati. Nel frattempo si sta organizzando in Cattolica a Campobasso un reparto Covid, attingendo personale da altre strutture private... insomma, se il tutto non fosse così drammaticamente serio ci verrebbe da pensare ad una imponente armata Brancaleone! 

Si vive nella nostra regione un senso di profonda impotenza! Scorrere le pagine dei quotidiani online, scorrere le bacheche del Social lascia palpare quasi plasticamente l'impotenza, che a tratti si manifesta in rabbia, dei cittadini preoccupati, sfiduciati, che addirittura temono per la propria vita. Sentimenti che dovrebbero diventare seme non soltanto di una riflessione sostanziale sulle sorti di questa regione e aiutare a pensare che tutto questo disagio sociale pesa in modo ineluttabile - speriamo non irreversibile - in modo particolare sui più piccoli che stanno perdendo la misura del sociale, ma che dovrebbero stimolare reazioni nella politica. 

La nostra impressione è che manchi una vera regìa... che la macchina organizzativa della nostra regione non sia del tutto efficiente. Bisogna avere il coraggio di fare scelte e di farle subito. Non si può aspettare un mese per decidere se riaprire o meno un ospedale, perché un mese di indecisione significa decine di morti: "Riapriamo il Vietri, anzi no, anzi forse, anzi forse prendiamo i container, o forse organizziamo in Cattolica", un balletto davvero indecoroso!

L'intento della nostra testata in questa circostanza, come sarà in tutte le altre, non è quello di polemizzare, ma suscitare riflessione e incoraggiare soluzioni...perché, se continua così, fra non molto "Il Molise non esiste" non sarà più solo una trovata ironica, ma la triste realtà di una Regione, così bella e ricca di potenzialità, ma così sfortunata che sembra incapace di farcela da sola!