Molise terra da amare e da ... curare!

11.02.2021

Una Regione sotto i riflettori che non può più aspettare la lentezza delle politica. E nel frattempo la Sanità Regionale implode. 

Dopo la ribalta nazionale della scorsa estate, continua l'interesse dei media nazionali per il nostro Molise... programmi blasonati come Freedom, Linea Verde, continuano ad occuparsi della nostra terra, tanto che ormai la "ribalta" del nostro Molise che è passato dal "non esistere" all'essere considerato un "paradiso", quasi non meraviglia più. Tanti Comuni della Regione stanno cercando di proporsi e proporre le loro ricchezze culturali, artistiche e storiche per attrarre il maggior numero di turisti e ricavare il maggior guadagno possibile da questa, forse, inattesa notorietà. Alcuni si sono fatti trovare più pronti, altri un po' meno, altri pur avendo tanto da offrire non ne hanno compreso l'opportunità, altri non hanno ancora saputo cogliere l'occasione.

Ma, come abbiamo già detto qualche mese scrivendo su altri canali, come sempre nella storia, la stoffa quando è poca non basta e inevitabilmente ci si ritrova nel letto di Procuste. Sarà bene che coloro che hanno la responsabilità in questa Regione si interroghino sul serio su quanto sta accadendo. Il Molise si sta mostrando capace di attrattiva. Le sue ricchezze storiche, la sua bellezza naturale, i suoi Borghi, il suo mare e i suoi laghi sanno proporsi e attrarre turisti o semplici visitatori. Anche questo meriterebbe un approfondimento, ma lo faremo in un altro momento.

Quello che invece balza immediatamente sotto gli occhi di tutti è l'incapacità di offrire a questa Regione servizi efficienti.

Inutile ripeterci a riguardo delle infrastrutture, della rete stradale, dei collegamenti... Ciò che forse non si può tacere e che deve anzi essere affrontato con urgenza è il disastro in cui versa il comparto sanitario della nostra Regione.

L'emergenza pandemica Covid-19 ha messo in crisi un sistema sanitario già di per sé assolutamente insufficiente, e ciò che maggiormente viene da chiederci è come sia stato possibile, pur sapendo con certezza che la seconda ondata sarebbe arrivata, farci trovare così quasi totalmente inermi. E mentre scriviamo, c'è già chi parla di terza ondata e chi di addirittura di quarta, quella caratterizzata dalle cosiddette "varianti", dacché è ormai accertata in Regione la presenza della "variate inglese" . I nostri ospedali al collasso, i posti di terapia intensiva insufficienti in tempi di normalità, figuriamoci di fronte ad una emergenza di questa portata.

Nel frattempo, l'ospedale di Campobasso è al collasso da settimane, quello di Isernia registra oggi la protesta degli operatori che non sanno più come fronteggiare l'emergenza, lamentando ospedali stracolmi ed Asrem assente: "Non avendo avuto risposte dalla dirigenza aziendale - hanno scritto nel loro lungo comunicato ben venti operatori del pronto soccorso del Veneziale- e non potendo procedere ad alcuna azione di protesta per la pandemia in atto, non possiamo fare altro che denunciare pubblicamente questa situazione prima che sia troppo tardi", e intanto continuano a rimanere chiusi o quasi gli ospedali di Larino, di Venafro, di Agnone...mentre si paventano soluzioni decisamente imbarazzanti come i container... fra circa un mese...

Il Basso Molise è in zona Rossa, la parte restante della Regione bellamente in zona gialla, mentre continuano a registrarsi casi di assembramenti davvero irragionevoli, come quelli registrati nello scorso fine settimana nel venafrano e non soltanto. I morti da inizio emergenza sono oltre trecento, continua a salire il numero dei contagi e dei ricoveri, richiudono scuole e si continua a prendere decisioni con inspiegabile lentezza.

Il Molise più che di una "ribalta" ha bisogno di essere "ribaltato", modernizzato. Reso capace di accogliere e proporsi durante tutto l'anno. Ha bisogno di una rete stradale moderna, di servizi di trasporto pubblico adeguati, di una rete di turismo capace di mettere in correlazione la sue tante ricchezze.

Ma soprattutto il Molise ha bisogno competenze, di servizi essenziali efficienti ed efficaci... di una classe politica presente e capace di individuare soluzioni rapide.

Ha bisogno di una profonda ristrutturazione che parta dalla sua classe dirigente fino all'ordinario. C'era tutto il tempo per organizzarsi ad affrontare l'emergenza nel migliore dei modi, ma ancora una volta si è preferito tergiversare... all'insegna di quel proverbiale "poi vediamo" che tanto ci è caro... Che si parli si infrastrutture o di turismo, o di scuola o di Sanità... a quanto pare il rimedio è sempre lo stesso, ovvero: non c'è!

Al Molise non manca nulla: ma forse manca chi di tutto questo si faccia realmente interprete e lo renda finalmente motivo di vera ricchezza per l'intera Regione... così bella, ma così sfortunata.