Molise tra fiducia e sfiducia!

25.03.2021

Alla fine la tanto agognata fiducia è arrivata. Con l'incarico assessorile a Filomena Calenda il Governatore Toma si è assicurato i numeri per rimanere in sella. E così, ieri, nella seduta del Consiglio Regionale in cui si è votata la fiducia, la maggioranza con 11 voti a favore e 10 contro, come ampiamente raccontato dai colleghi della cronaca regionale, ha salvato il mandato. Ma forse questa fiducia, figlia di quei meandri di palazzo che la politica tanto ben conosce è quella meno importante. Sì, garantisce vita al Governo regionale... ma prima o poi il tempo passa.

Quello di cui forse con maggiore preoccupazione Toma e i suoi dovrebbero tener conto è la sfiducia della gente, che ormai non serpeggia più, ma si manifesta con sempre maggiore evidenza. Diverse sono state le proteste di piazza davanti ai cancelli della regione, come davanti alla sede politica dell'assessore Calenda. E altre sono annunciate.

E' la sfiducia che arriva dalla piazza quella di cui maggiormente dovrebbero tener conto e quella con cui probabilmente dovranno fare i conti. Una nuova pesante protesta di comitati, associazioni e singoli cittadini con urla e slogan contro il Governatore Toma, il neo assessore Calenda e i vertici Asrem si era registrata ieri davanti ai cancelli della Regione, mentre in aula si votava la fiducia... oltre 150 persone hanno manifestato tutta la propria rabbia contro i vertici della Regione dell'Asrem per i ritardi, le carenze, le responsabilità in relazione alla gestione dell'emergenza Covid in regione, finita anche sotto la lente dei media nazionale e soprattutto sul tavolo del Procuratore della Repubblica di Campobasso. Dalla mancata realizzazione di un ospedale Covid in Molise; alle denunce dei familiari delle vittime del Covid soprattutto nell'ospedale Cardarelli su cui aleggia il sospetto, tra l'altro, di un inefficiente funzionamento dell'impianto di ossigeno; alla campagna vaccinazioni che - nonostante i proclami di rito che vedrebbero il Molise secondo in Italia - resta assolutamente insufficiente. E ancora nella bufera è la vicenda dei cosiddetti "furbetti" del vaccino a fronte del piano vaccinazioni domiciliari di cui non si ha traccia... per sfociare poi nella "operazione Calenda", che ha dato un'immagine della politica regionale di cui in questo momento non si aveva davvero bisogno.

Ma la vera protesta, quella che prende piede ogni giorno con maggiore veemenza è quella Social. Diversi i gruppi e le iniziative di protesta. Ma basta guardare i commenti ad un post Fb del Governatore o della stessa Calenda, o semplicemente agli articoli di giornale che parlano di politica regionale per rendersi conto di quanto il contesto sociale del Molise in questo momento sia fortemente turbato. 

E' questa senza dubbio l'emergenza madre nel Molise. Un'emergenza che va considerata in tutta la sua pericolosità e delicatezza. Non basta la fiducia nei palazzi della politica. E' la gente che vuole riappropriarsi dei propri diritti, primo fra tutti alla salute, a gridare una sfiducia che non sarà facile recuperare.

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