Pasqua blindata. Zona rossa automatica. Le possibili novità delle prossime ore.

11.03.2021

Intanto in Molise, sempre più sovrano il caos... 

Mala tempora...currunt! Mi espressione fu più idonea. Le misure sul tavolo in queste ore mirano ad inasprire quelle previste dal DPCM in vigore da soli sei giorni. Si aspetta il confronto dei dati aggiornati sul contagio e i nuovi divieti potrebbero entrare in vigore dal prossimo 15 marzo, dopo i dati della cabina di regia sulla situazione dell'epidemia in Italia (che l'Iss metterà a disposizione del governo oggi, 11 marzo) e in seguito al Consiglio dei ministri previsto per domani. Intanto, il premier Mario Draghi sta pensando di abbandonare la formula dei Dpcm, inviso a molti, e di passare a un decreto o a un disegno di legge da approvare in Parlamento con tempi brevissimi, per garantire un pieno coinvolgimento delle Camere.

La principale novità in arrivo dovrebbe riguardare il passaggio alla zona rossa, che risulterà più snello e veloce: nei territori in cui si superano i 250 contagi ogni 100 mila abitanti, lo scatto avverrà automaticamente e non più a discrezione dei presidenti di Regione. Probabilmente si fisserà anche un numero minimo di tamponi necessario per verificare l'attendibilità dei dati sui contagi, così come si andrebbe verso la proroga del divieto di spostamento tra Regioni, attualmente in vigore fino al 27 marzo. Quasi certo, dunque, l'inasprimento delle misure nei giorni di Pasqua sulla scia di Natale e Capodanno, mentre resta in bilico l'ipotesi lockdown nei weekend, ostacolata da parte della maggioranza già nel vertice di ieri. In discussione c'è anche l'opzione di chiudere le scuole automaticamente già dalla zona arancione, visto anche il livello di diffusione tra i più giovani della variante inglese. L'ultima e definitiva parola, comunque, arriverà dopo i dati aggiornati sul contagio. Anche perché la maggioranza di governo continua a scontrarsi sul da farsi con da una parte i ministri della vecchia coalizione giallorossa che spingono per una linea più dura e dall'altra Italia Viva e a Lega che restano contrarie al rigorismo.

Sullo sfondo del dibattito politico, l'Italia corre verso un nuovo peggioramento della situazione epidemiologica, con gli ospedali di molte Regioni (Molise, Piemonte e Campania su tutte) sempre più in affanno.

Il Molise intanto vive nel caos più totale, con la politica che ormai ha abdicato al suo ruolo alla continua ricerca di un capro espiatorio da sacrificare sull'altare della scellerata gestione sanitaria, nel balletto incredibile e davvero inverosimile del "prendetevela con quelli di prima...", come ha avuto l'ardire di "urlare" qualche giorno fa il Governatore Toma, (il cui video è divenuto ormai virale) dimentico forse di essere al Governo per aver promesso di risollevare il Molise e non di dipendere dagli errori di chi c'era prima, e la sanità regionale che ormai non riesce più nemmeno a garantire l'ordinario, con elicotteri che continuano ad alzarsi per portare i malati fuori regione e i molisani che sono ormai quasi rassegnati all'idea che curarsi in questa regione è impossibile.

Durissimo lo sfogo di una lettrice recatasi questa mattina al Veneziale di Isernia per un semplice controllo post operatorio "Questo ospedale è un macello. Solo da chiudere! Non si capisce niente, con personale ridotto all'osso e nessuno che sa dirti cosa fare e dove andare. Davvero vergognoso"... le stesse parole che abbiamo sentito ripeterci dai familiari di una ragazza che pochi giorni fa, nello stesso ospedale, ha partorito.

Un incredibile tutti contro tutti... e la gente... "lentamente muore"!

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