Quanto odio per la Croce

06.03.2021
Con un gesto semplice e sobrio, come fanno sempre decine di atleti un attimo prima di entrare in campo, prima di scendere le scale dell'Ariston, Amadeus nell'aprire un festival di Sanremo difficile, forse il più difficile della storia del Festival, si è fatto il segno della Croce.

Lo ha fatto con semplicità estrema, come di chi si segna prima iniziare un pasto in famiglia o in viaggio, o prima di cimentarsi in un'impresa delicata e pericolosa, immaginiamo come suo momento personale di raccoglimento prima di iniziare una sfida professionale importante che coinvolge tutto un cast e una squadra di collaboratori. Un evento che ha anche lo scopo di alleviare le fatiche e le tensioni nei giorni difficili della pandemia, della terza ondata, delle centinaia di vittime, delle migliaia di pazienti in terapia intensiva, della lotta quotidiana dei sanitari contro il nemico infernale.

Eppure quel gesto che lo stesso Amadeus ha spiegato in Conferenza stampa: «Lo faccio perché sono molto credente, perché ringrazio Dio quando faccio qualcosa di molto importante. Lo ringrazio in ogni momento della giornata», è riuscito a scatenare tanti ateisti in servizio permanente effettivo sui social. 

Persino in un momento come questo si trova la forza di attaccare un gesto tanto pudìco, semplice, rivolto a credenti e non credenti. E' scesa in campo la solita Uaar, l'Unione atei agnostici razionalisti, stracciandosi le vesti e dichiarando che «Amadeus aveva occupato lo spazio pubblico promuovendo la sua concezione del mondo». Certo la Croce continua a dare scandalo, duemila anni dopo, anche sulla ribalta di un Festival canoro. 

A noi quel gesto di speranza è piaciuto. Chiaro quel segno, un impulso di fede e di raccoglimento personale. Chissà quanti pazienti, in un letto di ospedale, avranno visto la puntata davanti a un monitor appeso al muro della propria camera o in una saletta dell'ospedale per poter distrarre il loro cuore dalle tribolazioni, dalla Croce del ricovero. E in quel gesto si saranno ritrovati anche loro.

Molto meno ci è piaciuta la corona di spine sulla testa di Fiorello e l'esasperazione di certi trucchi e costumi... Non certo quell'intimo, personale e silenzioso gesto... 

Nel silenzio della Croce, dice papa Francesco, tace il fragore delle armi e parla il linguaggio della riconciliazione, del perdono, del dialogo, della pace. Potrebbero tacere, per una volta, anche gli intolleranti che vorrebbero trasformare la fede cristiana in una sorta di segreto sterile e inconfessabile.