Sfogo Social. I giovani molisani non ci stanno!

05.03.2021
Capita sempre più frequentemente, in questi giorni, di imbattersi, scorrendo le bacheche dei Social network, in post al vetriolo contro l'attuale situazione di drammatica crisi che si vive nostra regione, ci ha colpito molto leggere lo sfogo con foto annessa (la stessa che abbiamo riportato) di Pierluigi che ha condiviso il post di una giovane e il commento di una loro interlocutrice:


IL MOLISE NON ESISTE? IL MOLISE RESISTE? IL MOLISE MUORE? Poco tempo fa la Regione ha presentato con pomposo orgoglio il nuovo logo -per non parlare soprattutto del video promozionale (tralasciamo!) che secondo gli etilici propositi dovrebbe fare pubblicità a questa terra (Sic!). Credo che più adeguato ai tempi e alla disatrata situazione, quanto in generale, sia il disegno dell'artista Giulia D'Aloia: un Molise lacerato, graffiato, macchiato di sangue, fatto morire. (Pierluigi)

"Io credo, che questa Regione andrebbe rieducata al buon senso, solo così forse alle prossime elezioni politiche, capirete come muovere la matita sul foglio. In più, oltre al buon senso, il Molise andrebbe rieducato, al bello. Sì, al bello e al buon gusto. Non siete nemmeno capaci di questo, di avere buon gusto. Amo questo scenario naturale, meraviglioso, ma sinceramente il Molise vale meno di zero, perché appartiene a gente povera non solo di cuore, ma di animo e cultura.

Questo è il disegno che davvero merita la nostra Regione. Occupandomi di Arte, non mi sono impegnata nemmeno a scattare una foto decente, non mi va. Ho tirato quattro linee, l'ho sporcato di rosso e bucato al centro del foglio. Un Molise, ridotto a brandelli come questo foglio di carta pagato un euro. Perché, effettivamente è quello che meritiamo, il degrado totale. Qui non solo si muore, ma si bestemmia tutti i giorni contro un sistema andato allo sfascio. Non andrà tutto bene! Andrà sempre peggio, infatti i risultati si vedono. (Giulia D'Aloia)"

A loro ha dato seguito in un commento al post una interlocutrice:

Credo si dovrebbe fare un atto di coerenza...Rivendichiamo il diritto alle scelte, ma poi adottiamo un metodo clientelare; rivendichiamo il responso del voto e poi, anche solo per PIU' UNO facciamo di tutto un fascio anche la restante parte MENO UNO; tifiamo per il riconoscimento del Molise ( io NO) e poi ci lamentiamo se diventa un protettorato oligarca e se qualcuno interviene dall'alto/esterno per imporci i livelli minimi di servizio che ci garantiscono SICUREZZA....Siamo troppo abituati, credo, all'individualismo, forse costretti a cavare con durezza una soluzione giorno per giorno per cui viene meno quel senso di comunanza generica e troppe volte violata nella genuinità delle buone speranze. 300.000 abitanti NON possono permettersi le spese di gente che scientemente entra in politica per una questione di agio e favoritismi, una pletora di incaricati di ruoli inesistenti, ovviamente attaccati alle poltrone più che mai. Un tempo si parlava di macro-regioni, non sentirei sminuire la mia origine Molisana, la mia identità culturale se ci fosse una regia efficiente a 400 km di distanza. Niente si muove affinche tutto resti.<br>

Uno spaccato crudo ma autentico dello stato d'animo di tanti molisani. Qualcosa su cui riflettere davvero e con urgenza. È tempo di raccogliere le migliori energie per superare il guado.