"Torniamo a casa prima che sia troppo tardi"

28.02.2021

La sferzata della Vice Presidente del Consiglio Regionale, Filomena Calenda.

Filomena Calenda, vice presidente del Consiglio regionale del Molise, nelle scorse ore, sulla sua pagina Facebook, ha pubblicato un post di fortissimo impatto e autentica autocritica. Ha scritto: "Penso che il tempo a disposizione sia finito: Commissari inadatti a ricoprire il ruolo, ASREM "assente" viaggia su binari morti, giunta assente sui problemi attuali. QUINDI TORNIAMO A CASA PRIMA che sia troppo tardi per guardarci allo specchio da persone oneste. Partiti che siedono in giunta e hanno pieno potere esecutivo ci attaccano. Mai avrei pensato che la mia esperienza regionale si limitasse ad un voto senza poter contribuire alla costruzione di un futuro per i molisani. Sono amareggiata, vi chiedo scusa!".

Un post di quelli che certamente non lasciano indifferenti, e in merito al quale le abbiamo rivolto qualche domanda, ringraziandola per aver accolto la nostra richiesta.

Nella Sua dichiarazione denuncia "Commissari inadatti", può spiegarci il suo punto di vista?

Certamente. Fin da quando i commissari alla sanità hanno ricevuto l'incarico si era avuta la netta sensazione che non avevano compreso il tessuto sociale e strutturale in cui si trovavano. Era chiaro che non avevano compreso che il sistema sanitario regionale più che di grandi proclami aveva bisogno di una reale ristrutturazione. Questo è reso ancora più palese dal fatto che purtroppo sono stati scelti commissari che non avevano la benché minima conoscenza del Molise e delle sue esigenze. Credo di poter dire che se commissario doveva essere, avrebbero dovuto individuare figure più addentro alla nostra realtà. Dopo poco si era palesata la loro diversa collocazione politica. Espressione di partiti diversi che non hanno saputo entrare in sinergia, tanto che addirittura a Roma si sono presentati con progetti diversi. Diventa dunque chiaro il motivo della inadeguatezza all'incarico e alle responsabilità ricevuti.

La denuncia si estende all'ASREM che, a suo dire, viaggia su "binari morti".

Certamente anche l'ASREM non ha saputo leggere il momento drammatico che stiamo vivendo e se questo era in qualche modo comprensibile all'inizio della Pandemia, perché ci si trovava di fronte ad un contesto che ha colto tutti di sorpresa, nessuno era pronto ad una simile situazione, oggi questo non è più accettabile. È passato un anno, avremmo dovuto vedere altro. Dalla gestione dei tamponi decisamente caotica e disorganizzata a quella della campagna vaccinale per la quale si poteva fare certamente altro, adire azioni più efficaci coinvolgendo le associazioni, in particolare, ad esempio, la Croce Rossa che ha i suoi medici, la sua organizzazione. Si sarebbe potuta mettere in atto un'azione decisamente più inclusiva e quindi certamente più efficace.

Credo comunque che la pandemia abbia in qualche modo tirato una coperta troppo corta, che ha dunque lasciato scoperte situazioni che perduravano da tempo. Leggere la relazione sullo stato degli ospedali, in alcune cose mi ha fatto vergognare. Leggere di ospedali indecorosi e sporchi, leggere di un comparto operatorio che si affaccia su un autolavaggio... beh, questo non è un problema collocabile nel contesto pandemico. Queste sono gravi inadempienze preesistenti, che oggi vengono a galla con maggiore facilità.

C'è, infine, amarezza nella sua costatazione finale di una Giunta assente sui problemi attuali e una sensazione di impotenza nella costruzione del futuro dei Molisani.

Vede direttore, ho fatto dell'amore per la politica leale, dell'interesse comune e dell'esserci... il mio credo politico. Ritengo che quando questo non sia possibile, quando non si sa stare accanto alle esigenze della gente, quando non si sa raccogliere il grido di aiuto che proviene ormai da ogni parte, o quando tutto questo viene reso vano per qualsivoglia ragione, bisogna avere il coraggio e l'umiltà di prenderne atto. Oggi dobbiamo prendere atto dell'incapacità a raccogliere queste istanze, di qui il mio invito: "TORNIAMO A CASA PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI PER GUARDARCI ALLO SPECCHIO"... che, badi, non è un invito ad abbandonare la barca in piena tempesta, quanto piuttosto uno sprone a invertire la rotta, a riappropriarci del nostro ruolo e delle nostre responsabilità. E a prenderne seriamente atto, laddove non fossimo capaci di farlo!