Un Dio che ribalta...l'uomo vecchio

06.03.2021

Che bello questo Gesù che entra nel Tempio con quella sferza di cordicelle costruita con le sue mani! Una forza dirompente quella di questa pagina di Vangelo... 

Che bello non perché viene a fare il moralizzatore, non perché viene Colui che dice alla Chiesa che non deve mischiarsi con mercanti e politici ... è facile fare i soliti discorsi biecamente moralistici dinanzi a questa celebre scena.

Ci troviamo, invece, dinanzi ad un racconto rivelativo di un volto e di una misericordia.

È rivelativo del volto del Figlio (Gesù dice: «La casa del Padre mio»!), rivelativo di chi sia davvero il Profeta di Nazareth: è il Figlio venuto nel mondo, è rivelativo di cosa il Figlio sia venuto a compiere... infatti per Giovanni questa scena è chiara: Gesù, nel Tempio scaccia i mercanti di animali per i sacrifici e scaccia i cambiavalute che cambiano il danaro corrente, con valuta "pura" del Tempio per acquistare gli animali da offrire in sacrificio. Perché Giovanni sottolinea questa precisa azione e finalità di Gesù? Ci ha detto che è Pasqua e Gesù sta preparando la sua Pasqua, quella che compirà alla fine del Vangelo e di nuovo a Gerusalemme; Lui è il solo vero agnello, non c'è più bisogno di vittime animali. Nella terza Pasqua, il 14 di Nisan dell'anno 30, il Quarto Vangelo ci tiene a sottolineare che Gesù verrà inchiodato alla croce mentre gli agnelli pasquali sono immolati nel Tempio...

Un gesto allora che rivela l'identità di Figlio di Dio venuto a dare la vita come agnello muto (cf. Is 53,7), ma eloquente del vero volto di Dio.

Questo racconto, però, ci spalanca anche la misericordia... Perché? Perché Gesù è Colui che viene a sgombrare dai nostri cuori, dalle nostre vite, tutto ciò che ostacola il Vangelo... dobbiamo dircelo: in noi lo spazio che spetta a Dio è troppo ingombro di cose, di pensieri, di desideri, di possessi che tolgono spazio a Dio e ci rendono incapaci di essere liberi! Gesù viene a rovesciare e capovolgere quella visione religiosa che ha ridotto la relazione con Dio ad un mercato.

La Quaresima è tempo di deserto e di essenzialità! È tempo, dunque, di chiedere a Cristo Gesù di venire con la sua sferza misericordiosa a togliere da noi quello che si oppone alla nostra libertà di figli, alla nostra condizione di salvati, alla nostra esistenza pasquale. Triste cosa sarebbe essere stati liberati e andarsi poi a rigettare nella schiavitù, triste cosa sarebbe non accogliere la possibilità di vita che l'opera di Dio compie per noi!

La Quaresima è tempo in cui chiedere al Signore, che tutto si è dato per noi, di venire con risolutezza a sferzare ed eliminare tutto l'ingombro che ci fa schiavi e in-capaci di libertà e di amore. È necessaria la crocifissione dell'uomo vecchio, la distruzione del vecchio tempio...per fare spazio alla "costruzione" di un nuovo tempio.

Questo tempio nuovo siamo ciascuno di noi ma anche tutti noi assieme come fratelli abitati dall'amore del Crocifisso e resi capaci da quell'amore, di quello stesso amore...Gesù stesso l'ha detto ai suoi nell'ultima sera trascorsa con loro; il mandatum novum contempla infatti la possibilità concretissima data ai discepoli di scegliere di amarsi di quello stesso amore che Gesù incarnerà fino alla Croce. La Chiesa può e deve essere segno luminoso della Pasqua, della presenza e dell'amore di Dio. Diversamente non è più neanche Chiesa di Cristo!