Un'arma negata a milioni di bambini

10.02.2021
di Deborah Ciccone

Il diritto all'istruzione è sancito dalla Convenzione Internazionale dei Diritti dell'Infanzia, firmata dall'Italia nel 1991. Una delle prime garanzie dell'alfabetizzazione è quella di poter conoscere i propri diritti civili e poterli rivendicare, significa, in altre parole, ottenere libertà e accesso ad una vita migliore.

L'analfabetismo nel mondo è ancora un'emergenza. Sono 120 milioni gli analfabeti; circa 3 giovani su 10, fra i 15 e i 24 anni, non hanno mai ricevuto alcun tipo di formazione.

Il tasso maggiore si registra in paesi che versano in situazioni di grave disagio, dove, a causa di guerre e regimi totalitari, le popolazioni vivono in condizioni talmente precarie da costringerle ad investire ogni energia nella sopravvivenza. Le ultime stime suggeriscono che siano almeno 27 milioni i bambini fuori dal sistema educativo a causa della guerra.

Negare ai giovani di queste terre, un diritto così importante, significa condannarli a rimanere esclusi da ogni possibilità di riscatto.

Dati Unesco fanno emergere che, se tutti i bambini del mondo riuscissero a completare anche gli studi secondari, più di 420 milioni di persone uscirebbero dalla povertà.

Ogni bambino del mondo ha il diritto ad avere un'educazione senza paura di violenze o attacchi. Tuttavia, un numero sempre crescente di bambini, vede la propria scuola occupata o bombardata da forze armate. L'anno peggiore per gli attacchi alle scuole è stato il 2017 con 1.432 casi verificati.

Il maggior numero è stato registrato nella Repubblica Democratica del Congo, in Israele/Palestina, in Nigeria e Yemen.

E se è vero che tra i fragili c'è sempre chi, è ancora più fragile, i bambini con disabilità, che necessitano di competenze ad hoc, sono tra le categorie più marginalizzate poiché molto spesso perdono le figure e gli strumenti di supporto.

Le bambine e le ragazze rappresentano un'alta categoria estremamente vulnerabile; in almeno 18 Paesi sono colpite per questioni di genere. Spesso escluse dall'educazione per prendersi cura dei fratelli e della famiglia, le bambine sono maggiormente esposte al rischio di matrimoni precoci, sfruttamento sessuale e ad attacchi volti a scoraggiare l'istruzione femminile, nel tragitto da casa a scuola. Inoltre, a causa di retaggi culturali, le famiglie con difficoltà economiche, rendono prioritaria l'educazione dei figli maschi a scapito delle figlie femmine.

Si registrano purtroppo dati che fanno rabbia, estremamente tristi. Nel 2018, 25,3 milioni di persone sono state costrette a lasciare le proprie case per cercare rifugio in altri paesi.

Circa la metà dei rifugiati del mondo sono bambini e 4 milioni di loro non hanno accesso all'istruzione. Complessivamente hanno perso 1,5 miliardi di giorni di scuola e potrebbero riempire circa mezzo milione di classi.

Garantire l'accesso all'istruzione per 5 anni a questi bambini, nei paesi a basso e medio reddito, costerebbe 21,5 miliardi di dollari, circa 5 giorni di spesa miliare.

Non si può rimanere indifferenti, la guerra conviene solo a pochissimi "grandi piccoli uomini", che continuano ad investire sul dolore di milioni di persone.