"Venite dietro a me"

24.01.2021

Convertitevi e credete alla Buona Notizia!

Irrompe in questa domenica un invito essenziale. Essenziale nella forma, essenziale nel contenuto, essenziale per la sua incidenza nella vita dei discepoli del Maestro. Poche parole ma di una dirompente novità e dagli orizzonti indefiniti. Parole che squarciano di una luce nuova il buio provocato dall'arresto del Battista. Una luce che infonde una forza nuova ad una speranza che sembrava essere stata zittita. Gesù, l'uomo di Nazareth ripete l'invito del Battista: parole che irrompono nuove nella storia; parola nuove ma che hanno radici nel passato. Gesù ripete l'invito che il suo "maestro" gridava, "voce nel deserto", del Giordano, ma con la forza di un compimento e con la certezza che è suonata l'ora del non ritorno. 

C'è una svolta: il tempo è compiuto, è kairòs, l'attesa è finita! La promessa è ora pienezza, è visibile nel Regno di Dio che si è fatto vicino: è Gesù il Cristo! In lui si compie il farsi storia di Dio, è la sua venuta nella storia, perché la storia divenga luogo del suo primato. E' Dio che ha camminato sulle nostre strade perché queste queste potessero divenire le sue! E' Dio che viene a svelarci il suo sogno perché anche noi potessimo sognare il sogno di Dio.

E' la vera conversione! Volgere tutta la nostra vita a Dio, camminare sulle sue strade, sognare i suoi sogni! Certo cambiare la nostra mente con la mente di Dio è un orizzonte indefinibile, è una meta sempre aperta, ma questa conversione, quella che Gesù chiede, non è un diventare più bravi o meno cattivi, richiede proprio la radicalità del cambiare i nostri pensieri con i pensieri di Dio, è calare un'idea dalla testa al cuore, pochi centimetri che possono richiedere il cammino di tutta una vita.

E' in questo quadro che avviene la vera "chiamata"! E' qui, è così che Dio "chiama"! E Marco esprime questa certezza facendo seguire a questo invito la chiamata dei primi quattro discepoli.

Gesù si avvicina a quattro uomini e li chiama. Li trova immersi nel loro quotidiano, mentre erano intenti alle loro cose di pescatori e li chiama ad un quotidiano diverso. Non si tratta di fare altre cose, ma di impostare tutta la loro vita in modo altro, mettendo al centro la sua persona e ciò che Egli è venuto a fare. Li chiama a divenire "pescatori di uomini", ovvero a trarre uomini dal mare, simbolo del male e del caos.

"Venite dietro di me". Si tratta di seguire Lui e di seguirlo facendo le Sue scelte!

E' un discepolato totalmente altro quello che chiede il Rabbi Gesù di Nazareth da quello che chiedevano gli altri rabbi di Israele... nel discepolato dei rabbini, in primo luogo, era il discepolo che sceglieva il rabbi, cosa che Gesù non tollera per sé... sarà infatti sempre Lui a scegliere i discepoli e Giovanni nel suo Vangelo glielo farà dire in modo esplicito: «Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi» (Gv 15,16); in secondo luogo era la dottrina ad avere il primo posto; i discepoli facevano vita con il rabbi, per lo meno in alcune ore del giorno, e certo per questo facevano molte rinunzie, ma per impossessarsi della dottrina e per diventare poi, a loro volta, dei rabbi, dei maestri. Gesù invece li scelse "perché stessero con lui e per mandarli". Il discepolo di Gesù entra in una condizione permanente di discepolato, non diventerà mai maestro ma rimarrà sempre discepolo, discepolo chiamato a fare vita con Gesù fino in fondo; più farà vita con Lui, fino a dare la vita, e più sarà solo e sempre discepolo.

Se solo questo fosse chiaro in certe dinamiche ecclesiali... non saremo mai maestri ma sempre discepoli, discepoli chiamati a far vita con Gesù!

Paolo, nel tratto della sua Prima lettera ai cristiani di Corinto, che oggi si legge come seconda lettura, mostra la vita cristiana come un guardare all'orizzonte ultimo; si deve sapere che «passa la figura di questo mondo», cioè il mondo passa come passa una "scena", come qualcosa di provvisorio e, se è così, bisogna volgersi a ciò che è assoluto e definitivo; e definitivo e assoluto è Cristo con il suo Regno che viene. E chiama! Tutti! Sempre!